Napoli – La Certosa di San Martino

Nel 1325 sulla sommità del colle di Sant'Erasmo, Carlo d'Angiò duca di Calabria, primogenito di Roberto d'Angiò, fece erigere il monastero dell'ordine dei certosini, il preferito della casa reale francese.

Il complesso fu dedicato a Martino di Tours, probabilmente per la presenza nel luogo di un'antica cappella preesistente a lui dedicata, solo verso la seconda metà del secolo XVI. Sotto la spinta della Controriforma la certosa fu poi modificata secondo criteri più moderni e grandiosi, tant'è che alla fine del XVI secolo il complesso subì rimaneggiamenti e ampliamenti in stile tardomanierista e barocco. I lavori vennero affidati dal 1589 al 1609 a Giovanni Antonio Dosio che fu di fatto il primo artefice di gran parte delle trasformazioni ricevute dal complesso, occupandosi del nuovo disegno architettonico del complesso conventuale.

Il Dosio si impegnò a ristrutturare il trecentesco chiostro grande, nel quale aggiunse altre celle per i monaci, che intanto stavano crescendo a dismisura, a costruire il chiostro dei Procuratori, ad ampliare la chiesa con le edificazioni delle cappelle laterali e degli ambienti laterali alla zona absidale, il coro e il parlatorio da un lato e il refettorio e la cappella del Tesoro Nuovo dall'altro. A questo periodo si devono le commissioni pittoriche che ne decorano le sale interne, affidate ad artisti quali il Cavalier d'Arpino

Fonte del texto: Wikipedia

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