L’estetica, che non e disciplina normativa, non puo avanzare ipotesi sulle future vicende del gusto e della bellezza e deve limitarsi a rilevare delle tendenze e a stabilire come i nuovi fenomeni rientrino in senso piu vasto nell’ambito delle definizioni generali della forma e del processo formativo. In altri termini l’estetica non fa la storia dell’arte: questa e piuttosto il frutto di chi prova, di chi costruisce e di chi trova, anche esplorando i muri con l’obbiettivo fotografico.

Possiamo concludere che, se ogni arte ha le proprie leggi formative, determinate dal materiale con cui e su cui opera, e ha quindi la sua destinazione specifica e un certo ambito di sviluppo i “generi” non sono solo una convenzione empirica ma una realtà della dialettica delle forme, quando arti diverse si trovano a sviluppare la stessa tematica e a guardare le cose secondo la stessa intenzione, non ne deriva mai una semplice coincidenza di risultati.

Gli stessi esperimenti formali compiuti secondo tecniche diverse portano sempre a un allargamento di orizzonti, a un'evoluzione della sensibilità, a nuove aspettazioni del gusto. Allora la storia delle forme, oggi, non sappiamo ancora in qual modo fa sempre un passo avanti.

Umberto Eco: Di foto fatte sui muri

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