Il giorno di “Li Virgineddi”

C’erano quasi tutti. Un piccolo esercito pronto a partecipare a "li virgi­neddi", consumazione rituale e comunitaria del pranzo - un tempo frugale - nel giorno della Madonna dei Vassalli, il 5 agosto, festa liturgica di Maria SS. della Neve. Una tradizione che ha perso significato e carica devozionalerischiando di essere ridotta a mero consumo di pasta.

La foto  ci è stata messa a disposizione da Nino Mangiaracina - che qui ringra­ziamo - ci documenta un appuntamento a cui i sambucesi non sapevano ri­nunziare. Siamo nel 1962 in Piazza Baldi Centelles. Tutti i bambini del "po­sto" erano pronti a consumare il semplice pasto, tipico della tavola sambucese e noto ad una comunità rurale, pasta con le fave secche ridotte, grazie alla lenta cottura, ad una sorta di purea giallo-verde. Alla festa partecipavano tutti i bambini del quartiere che la famiglia De Simone-Lo Monaco, che aveva fatto voto alla Madonna durante l'anno, invitava uno ad uno. Parteci­pavano, soprattutto, i bambini meno abbienti perché l’offerta del frugale pranzo ai “bisognosi” era il presupposto per sciogliere il voto. Ma alla fine nessuno riusciva a sottrarsi e così la festa dei "Vassalli" diventava la festa di tutti. Oggi de “li Virgineddi” si è perso il ruolo comunitario per restare solo iniziativa dei componenti il comitato che gestisce la festa. Solo un segno dei tempi o mera austerità religiosa?

Nella foto pubblicata si possono riconoscere da sx: Rosetta Riggio, Mariolina Cipolla, Nino Napoli, Maria Li Petri, Nina Mangiaracina, Gaspare Giacone, Caterina Cata­lano, Ninetta Intermaggio, Antonella Napoli, Rosa Baldi, Mimmo Cipolla Calogera Giglio, Giovanni Rizzuto, M. Audenzia Gulotta, Gaspare Mangiaracina, M. Teresa Arbisi, Vito De Simone, Stefano Cassarà, Gino Cipolla, Baldo Oliva, Antonietta Di Prima, Elia De Simone, Rosetta De Simone, Mimmo Arbisi, Rosella De Simone, Calogera Lo Monaco, Piero Lo Monaco, Anna Maggio, M. Auden­zia Maggio, Marisa Vaccaro, Pippo Sacco, Marisa Cusenza, Giu­seppina Di Prima.